L’intervista di questa settimana è con Alessio Botta, dottorando in Computer Science and Engineering e appassionato di web 2.0, a cui ho posto qualche domanda per capire meglio dove si sta muovando la tecnologia e la rete e soprattutto il suo rapporto con la democrazia. Sono certa che scoprirete delle cose interessanti. Buona Lettura!
1)In che modo la rete può aiutare la “democrazia”? Esistono nuovi mezzi per favorire una comunicazione, un dibattito e soprattutto una partecipazione più attiva da parte delle persone?
La Rete può aiutare la democrazia in almeno tre maniere: educandone all’esercizio, favorendone lo sviluppo e garantendola in paesi democraticamente già maturi. Il cosiddetto web 2.0, ovvero il web costruito con i contenuti forniti dagli utenti (blog, video, commenti, immagini, tag) è una rivoluzione culturale e sociale ancor prima che tecnologica. Il web 2.0 è prima di tutto una comunità, una comunità virtuale che rispecchia alcuni degli aspetti e delle connessioni delle comunità reali e che cerca di auto-organizzarsi.
2)Che cosa sarebbe la e-democracy?
Quando la Rete e il mondo reale entrano in contatto sulla partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica, si può parlare di e-democracy. Prendendo a prestito un termine dallo slang di Second Life, la e-democracy puo’ essere considerata come un fenomeno di mixed-reality, dove i mondi del reale e virtuale si mischiano, cadono le barriere e le azioni effettuate attraverso il mezzo telematico provocano reazioni nel mondo reale. Nel campo della e-democracy,molte tecnologie hanno portato allo sviluppo del web 2.0. Ma in particolare sono tre quelle ad avere riscosso maggior successo: i blog, i video sharing ed il social networking.
I BLOG, in particolare, sono il nuovo luogo della discussione ragionata e della parola scritta.
I siti di VIDEO SHARING come YouTube permettono a tutti di esprimersi in maniera veloce e semplice, e appagano la voglia di esserci e di apparire di molti.
Il SOCIAL NETWORKING, poco sviluppato in Italia, e i siti come Facebook, LinkedIn e MySpace trasportano sulla Rete le relazioni fisiche delle persone reali, annullando la distanza spaziale e temporale che separa le persone nella realta’. Altre applicazioni, come i forum, si sono rilevate poco flessibili, mentre in futuro dovranno svilupparsi piattaforme ad hoc dove discussione, votazione e delibera siano integrati: a tal proposito, uno dei progetti più interessanti, nato e sviluppato in Toscana, è demagora.com.
3)Come si colloca l’Italia e soprattutto la politica di fronte allo sviluppo della e-democracy?
In Italia non siamo ancora ai livelli degli USA, dove Howard Dean nel 2004 ha raccolto su Internet la maggior parte dei 25 milioni di dollari per la sua campagna elettorale alle primarie democratiche, e dove oggi Obama cerca sostenitori scrivendo nei forum del network di professionisti LinkedIn. Però, anche da noi il web 2.0 sta aiutando lo sviluppo di una nuova coscienza di democrazia. Non è un caso gli ultimi due grandi eventi di massa che hanno monopolizzato il dibattito politico del Paese abbiano avuto il web 2.0 come protagonista: il V-Day, preparato per mesi attraverso il blog di Beppe Grillo e i siti dei MeetUp locali, e le primarie del PD, durante le quali per la prima volta il web è stato sfruttato come il principale strumento di propaganda politica (e, nel caso di Adinolfi, anche di organizzazione territoriale). È anche vero che per poterlo sfruttare come spazio di discussione e confronto, il web 2.0 bisogna capirlo e saperlo usare: Grillo, ad esempio, l’ha saputo sfruttare bene poiché ha dietro di sé una società di consulenza che conosce le tecniche del social web (la Casaleggio Associati). Non è valso lo stesso, ad esempio, per la recente raccolta di firme di Forza Italia: a fronte di 8 milioni di firme dichiarate, soltanto 200.000 sono state raccolte (senza certificazione) sul web. Stesso refrain dall’altra parte dello schieramento: il sito della CGIL pochi giorni prima del referendum dei lavoratori sul protocollo del welfare non aveva alcun tipo di informazione strutturata e di spazio di discussione.
Grazie Alessio!

