Spicchio di Luna

Post da Gennaio 2008

E’ l’amore a far girare il mondo?

Gennaio 31, 2008 · 7 Commenti

Quesiti impegnativi ci poniamo ogni giorno ma uno solo è quello che riguarda direttamente le nostre vite e a cui non sappiamo dare facilmente risposta….

Sibilla, spinta dalle riflessioni di una visitatrice, ci chiede: “Siamo davvero convinti che sia l’amore a fare girare il mondo o è questo solo un auspicio per coloro che girano continuamente attorno all’amore senza afferrarlo mai realmente?”

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Foulard e Laicità: i nodi della Turchia

Gennaio 30, 2008 · Lascia un Commento

Approfitto ancora delle letture de Le Monde Diplomatique, gentilmente prestato da un amico il quale se vuole può continuare anche in futuro la sua collaborazione…in nome della cultura e del mio portafogli di futura disoccupata :-)

Dopo la spettacolare vittoria alle elezioni legislative dello scorso luglio, il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) ha intrapreso una profonda riforma della Costituzione che però si scontra con la volontà dell’esercito di manterene il proprio ruolo di guardiano ultimo della laicità. Innanzitutto va precisato che il progetto della costituzione parte dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e sulle sentenze della Corte europea deidiritti dell’uomo sopratutto per quanto attiene alla libertà di pensiero e di espressione.

Però pare che la riforma abbia sollevato parecchie paure poiché il dibattito politico si è arenato intorno a due temi cruciali: foulard e laicità. Da una parte, infatti, è in ballo una proposta secondo la quale si vorrebbe togliere la proibizione del velo nei luoghi pubblici, che qualcuno ritiene una visione distorta della laicità. D’altra parte, però, per le strade il numero delle donne che indossano il foulard sembra aumentare tanto che alcune donne, temono un processo di riturbantizzazione.

Il secondo punto riguarda appunto la laicità. Innanzitutto laicità, ci precisa l’articolo, non significa separazione fra stato e chiesa bensì controllo della religione da parte dello stato che ha fatto di Atatuk il santo di stato. Per esempio: l’ora di religione. Qualcuno dice che dovrebbe tornare ad essere un insegnamento obbligatorio perchè lasciarla, come è ora, facoltativa, risulta essere discriminatoria per le minorante non musulmane.

…davvero paradosso della laicità :-)

Le monde diplomatique articola ovviamente in maniera molto più complessa e completa la discussione. Resta però per la Turchia, nonostante il suo invidiato modello secolare, ancora nel 2008 il problema cruciale di una religione che ha un peso fondamentale per la società stessa. Mi è rimasto impresso un passaggio, “La trasformazione dei comportamenti e del modo di pensare tradizionale costituisce un’evoluzione della società che nessuna repressione potrà fermare“, che può valere anche nei nostri discorsi sul modello multiculturale europeo e sull’efficacia o meno di proibire il velo…

 

Categorie: Democrazia · Donne
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Kosovo: effetto domino

Gennaio 30, 2008 · Lascia un Commento

images1.jpgLa proclamazione dell’indipendenza del Kosovo “è questione di giorni” dice a Bruxelles il premier del Kosovo Hashim Thaci, al termine di un incontro con l’alto rappresentante della politica estera europea Javier Solana qualche giorno fa.

E come dice il buon Massimino, oramai in uscita, dobbiamo stare attenti a cosa succede nei territori alle porte di casa nostra. Quindi spostiamo leggermente gli occhi ad est.

Proprio alle porte di casa nostra (e da quando ci sono andata in viaggio mi sono proprio resa conto di quanto la televisione li faccia sembrare molto più distanti di quanto siano realmente) nuovi progetti rischiano di alimentare una nuova crisi regionale. E, dunque, che cosa vediamo?

Risultati certi: il fallimento delle politiche condotte dalla comunità internazionale negli ultimi 15 anni.

Risultati probabili: una ridefinizione dei confini balcanici.

Per esempio, l’indipendenza del Kosovo potrebbe creare un precedente per i serbi della Bosnia Erzegovina: anch’essi rivendicano il diritto alla secessione da uno stato che si trovaad affrontare una difficiel impassa politica.

Le Monde Diplomatique di questo mese, alla voce Kosovo: vaso di Pandora, riportava una analisi dettagliata di un possibile scenario che potrebbe cambiare i confini dell’intera regione balcana.

Categorie: Democrazia · Guerra e Pace
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La castità come valore? Bah

Gennaio 27, 2008 · 25 Commenti

Forzata ad una mattinata in casa a stirare i panni, sono incappata in una trasmissione su rai uno in cui si parlava della nuova tendenza  alla castità che si sta diffondendo fra i giovani e le coppie. La trasmissione presentava alcuni casi concreti dipingendoli come degni di importanza poiché, trattasi di impegni lodevoli e sacrifici da rispettare.

Comunque ciò che è importa, è che in Italia, sebbene ancora un piccolo gruppo a cedere a questa trasgressione, sarebbe un dato destinato ad aumentare.

Questo dato mi ha portato a riflettere:

La liberalizzazione sessuale ha forse raggiunto eccessi tali da determinare un’inversione di tendenza? Certamente, alcuni episodi possono sembrare esagerati (vedi il caso della ragazza che a 18 anni ha già avuto 50 amanti) agli occhi di qualcuno. Però non si può ridurre il discorso a questi casi.

Quando si opta per la castità, credo che la fede sia il collante necessario, soprattutto quando si tratta di una scelta di coppia. Altrimenti sarebbe un po’ dura resistere alla carne?????!!!! Io, e qui potete contestarmi, la leggo piuttosto come un paura che si vuole nascondere dietro un falso nome, tra l’altro fintamente nobile.

Io sinceramente quando penso ai valori immagino la dignità della persona umana che nella donna si traduce in un’attenzione affinché persone dell’altro sesso non abusino del suo corpo e via dicendo.

Non c’è niente da fare: non riesco a vedere la castità come un valore. Cioè, aldilà della spiegazione religiosa, qualcuno fra voi può darmi qualche ragione per considerarla tale?

Grazie,

Spicchiodiluna

 

 

Categorie: Donne · Giovani
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Libia effect

Gennaio 27, 2008 · Lascia un Commento

Forse non tutti si erano accorti che la Libia ha assunto la presidenza di turno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E naturalmente gli effetti si sono subito fatti sentire. Cominciamo dalla crisi di Gaza, questione per cui proprio la Libia ha bloccato una risoluzione sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Il testo si sarebbe sbilanciato ad esprimere “deep concern over the issues” (!!). Qualcuno dice che tale decisione derivi dalle pressioni diplomatiche esercitate dalla Siria, che è in buoni rapporti con Hamas, dice l’Unità.

Intanto Gheddafi già qualche mese fa si era conquistato i cuori dei palestinesi (!) comprando casa alla vedova di Arafat nella ridente isola di Malta.

Ma non è finita. Leggo da PeaceReporter che le autorità libiche starebbero per cacciar via da casa loro migliaia di migranti. Sarebbero infatti scattate le misure tese a individuare e riunire tutti i clandestini in vista della loro espulsione di massa.

Da ultimo, almeno per il momento, la dichiarazione di proibire a circa un milione di immigrati illegali presenti in Libia di raggiungere l’Europa mediante un piano di espulsione. Insomma continuerebbe il lavoro sporco che, tra l’altro risparmia anche all’Italia che ha stipulato prima con il governo Berluscono e poi proseguito con Prodi un’attività di cooperazione all’espulsione*

 

Ma quante opere buone fa questo paese….

*il provvedimento d’urgenza del 2005 secondo il quale la Corte Europea per i diritti umani bloccava le espulsioni collettive da Lampedusa, dopo che oltre 1.500 cittadini stranieri sbarcati sull’isola erano stati rinviati in aereo in Libia sarebbe dunque stato dimenticato. 

Categorie: Democrazia · Mondo Arabo
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