Tappeto rosso per George W. Bush, lungo tutto il percorso ad accogliere il suo tour mediorientale. Il presidente americano in uscita tenta il tutto per tutto nei suoi ultimi mesi di mandato. Perfino una visita in Israele e Palestina che lo ha portato a Tel Aviv, Gerusalemme, Ramallah e poi di nuovo Gerusalemme dove lo ha raggiunto l’amico Blair. E’ stata la prima volta come presidente. George usa parole forti richiamando alla fine dell’occupazione di Israele nei territori cominciata nel 1976 (occupazione?!!) e, soprattutto vuole un trattato di pace prima di lasciare la Casa Bianca (fine 2008) con uno stato per i palestinesi che abbia contiguità territoriale…mica da ridere la promessa?!
Mentre parlava con Abbas, pare si siano organizzate manifestazioni contro di lui e contro l’Anp. Ma Bush, convinto di relazionarsi con l’unico palestinese che può negoziare, non se ne è curato. “Hamas nella Striscia di Gaza ha portato solo miseria”, ha tagliato corto, quando gli è stato chiesto cosa intende fare con il movimento islamista che ha legittimamente vinto le elezioni più libere del Medio Oriente. Una miseria che Bush ha deciso di non vedere, non recandosi nella Striscia (Peacereporter). E il suo viaggio continua…

