Nemmeno nel mondo dei puffi, la lasciano sognare di avere un harem tutto per lei. Mi riferisco alla donna, o meglio a puffetta. Oh povera puffetta…eggià ho appena letto che è in arrivo il film dei puffi per festeggiare i cinquant’anni del cartone animato dell’artista belga Pierre Culliford, in arte Peyo. Naturalmente sarà rivisto in chiave moderna e rispecchierà i cambiamenti della nostra società degli ultimi 30 anni, emancipazione femminile compresa (sigh!).Raccolgo dal blog della Stampa:
“Così arrivano i puffi in 3D e il villaggio di funghetti vivrà un vero e proprio restiling. Ma tra le grandi novità spicca la crescita della presenza della figura femminile, che – assicurano gli autori – avrà un ruolo molto importante“.
Vedo già le varie puffette che cominceranno da subito a litigare per i loro puffi da conquistare
“E così la famosa società dei puffi, da molti interpretata come comunista per via del fraterno collettivismo degli omini, volta pagina. Sono molti gli studiosi che hanno ipotizzato l’incarnazione di Marx nel Grande Puffo, e il capitalismo nel perfido Gargamella, che brama di trasformare tutti i personaggi blu in oro. Un’analisi che ha soffocato le ipotesi dei pochi che invece immaginavano una società massonica, o ancor più raramente satanica, ma sempre smentita dall’inventore di Quattrocchi, Puffetta, Golosone e Pauroso, e ancora oggi difesa dai suoi famigliari“.
Non avevo mai letto in chiave politico il mondo dei puffi. Forse a questi tempi non me ne curavo!






