Spicchio di Luna

11° comandamento: non invitare il papa alla Sapienza

Gennaio 15, 2008 · 19 Commenti

Giovedì prossimo si terrà l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma. All’incontro, il rettore aveva invitato Papa Ratzinger ma subito sono arrivate le proteste: una lettera firmata da oltre 60 professori e quindi le manifestazioni degli studenti.

Infine, oggi, il Vaticano ha «ritenuto opportuno soprassedere» alla visita del Papa all’università la Sapienza «a seguito delle ben note vicende di questi giorni». Lo annuncia un comunicato della sala stampa vaticana.

In proposito, anche io vorrei dare il contributo al dibattito ad un collega, Leo, ricercatore ed e’ presidente di Azione Cattolica nella sua parrocchia. Leggete le risposte:

1) E’ stato scontro oggi alla sapienza per la partecipazone del papa. Ora è stata annullata.Tuttavia, l’escalation del dissenso ha acceso ulteriomente il dibattio. Quali sono le ragioni che hanno sollevato la protesta? Cosa ha detto Ratzinger a proposito di Galileo da essere contestato?

La ragione principale credo sia molto spicciola, come ammettono diversi docenti della Sapienza anche non esattamente filoclericali: montare un po’ di polemica intorno al rettore uscente per impedirne larielezione. Prima della Sapienza, il papa è stato ospite di diverse università, senza alcuna polemica. Ratzinger poi non ha parlato spesso di Galileo, le critiche si rifanno, mi par di capire, solo a un discorso del ‘90 in cui, ancora cardinale, citò Feyerabend (quindi non un Santo o un Papa, tutt’altro) secondo cui il processo a Galileo era stato ragionevole. Giorgio Israel (un altro che certo non è filo-papa) chiarisce inoltre bene che nel complesso del discorso Ratzinger faceva un mea culpa, che è la posizione della Chiesa sulla faccenda (pure troppo remissiva, perché che il processo fosse giusto è ammesso da diversi non cattolici).

2) Quale importanza simbolica avrebbe avuto l’evento a fronte dell’attual dibattito tutto italiano sulla laicità dello stato e la politica?

Invitare un religioso a parlare non vuol dire che l’università non sia laica, ma pluralista, che è un bene. Questo vale ovviamente anche per”analoghi” del papa come Alessio II e il Dalai Lama (invitati all’Università di Bologna e a Roma 3). L’evento in sé non avrebbe dimostrato niente, la contestazione dimostra invece che in Italia il Papa è percepito come un terribile nemico, il che mi sembra un’opera di disinformativa.

3) Quale sarebbe la tua opinione in proposito da scienziato e da cattolico?

L’università è il luogo della cultura, e la religione fa parte della cultura. Avrei preferito semmai delle proteste per la laurea honoris causa a Valentino Rossi, che con la cultura c’entra poco (oltre ad avere meriti sportivi ma demeriti fiscali). Perciò concordo col rettore della Sapienza che l’annullamento farà molto male alla cultura italiana. Da scienziato e cattolico aggiungo poi che contestare qualcuno (guarda caso, sempre Ratzinger) su una sola frase non sua è un comportamento pericolosamente vicino a quello degli integralisti islamici, non certo campioni di laicità e progresso scientifico.

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19 risposte so far ↓

  • nibelungo // Gennaio 15, 2008 a 9:49 pm

    Ringrazio Erika e Leo per aver introdotto l’argomento che mi sembra davvero importante.
    Purtroppo gli studenti, ed anche i professori, hanno secondo me fatto una magra, magrissima figura. Da ateo anticlericale quale sono ho avuto l’impressione (da diverso tempo a dire il vero) che in Italia non sia ben chiaro il concetto di laicità.
    L’accostamento con l’integralismo islamico è più che pertinente a mio avviso; è stata negata la liberà di parola… e scusate se è poco.
    Se davvero gli studenti ed i professori volevano difendere la loro sacrosanta laicità avrebbero dovuto accettare il dibattito pensando al fatto che prima di tutto avrebbero dialogato con un grande teologo e filosofo (scienziato) e mi sembra che la caratura del papa sotto questo punto di vista sia innegabile. In nome della laicità è stata negata una libertà, così come in nome delle religione altri si fanno esplodere ed in nome della sicurezza nazionale si compiono violazioni di diritti umani (guantanamo?).
    Inoltre, come ho già sentito, a giustificazione di questo atteggiamento si porta la continua ingerenza della chiesa nella vita politica e scientifica del paese; beh mi sembra una giustificazione che non regge, la colpa non è della chiesa (che ovviamente fa il suo gioco) la colpa è di un paese che non è in grado di comprendere la differenza tra laicità e nichilismo, tra spirito cristiano e spirito reazionario (nella sua accezione conservatrice).

    poi, da ex universitario, penso che tutti conoscano il potere dell’Unione degli Universitari nei vari atenei d’Italia, e le strumentalizzazioni politiche e i giochi che si fanno per la spartizione di cattedre e rettorati, di conseguenza l’esito di questa vicenda non deve stupirci più di tanto.

    p.s. per la laurea a Valentino Rossi, per quello che valgono le lauree in Italia oggi per me se ne può prendere altre quattro….

  • PensieroLiberale // Gennaio 15, 2008 a 10:47 pm

    Concordo con Nibel.
    Grazie Erika per il prezioso contributo.
    La libertà, in tutte le sue sfaccettature, è troppo importante.
    Tuttavia spesso ce ne dimentichiamo.
    Che una leggerezza del genere venga dal mondo accademico mi provoca grande amarezza.

  • PensieroLibero // Gennaio 16, 2008 a 11:16 am

    Credo sia importante mettere in chiaro una cosa:
    non è stata, in realtà, negata la libertà di parola.
    E’ stato mostrato un dissenso, per ragioni condivisibili o meno, di un gruppo (non totalità) di studenti e docenti, riguardo alla partecipazione del Papa all’inaugurazione dell’ anno accademico.
    Dissenso di seguito al quale il Vaticano ha deciso (non costretto) fosse meglio “soprassedere” alla visita.
    La libertà di mostrare un dissendo credo (e spero) sia innegabile.
    Il Papa avrebbe comunque potuto partecipare, avrebbe preso probabilmente qualche fischio durante il suo discorso (manifestazione certo poco educata, ma pur sempre lecita, di dissenso) e la cosa sarebbe finita lì.
    Il Papa poteva certamente tenere il suo discorso, ma era assolutamente necessario che dovesse essere accolto a braccia aperte dalla totalità del corpo docenti e dagli studenti?
    Rifiutandosi di partecipare, in sostanza, il Papa ha detto “In mancanza di una totale approvazione della mia presenza, non vengo”.
    In conclusione, ha dimostrato di non voler affrontare il confronto diretto.
    E questo per non menzionare la scelta strategica, sicuramente vincente, del Rifiuto, destinata a suscitare scalpore, certo dell’appoggio della maggioranza della classe politica.

  • alebotta // Gennaio 16, 2008 a 1:22 pm

    > E questo per non menzionare la scelta strategica,
    > sicuramente vincente

    sicuramente, un bel colpo mediatico.

    da repubblica:

    Ma i filmati della contestazione avrebbero fatto il giro del mondo e il Vaticano ha ritenuto un danno all’immagine insopportabile per Benedetto XVI.

    ma l’argomento mi ha gia’ stufato, con tutti i problemi che abbiamo in italia… bah.

    “sara’ che gli italiani / per lunga tradizione
    son troppo appassionati / di ogni discussione”

  • spicchiodiluna // Gennaio 16, 2008 a 1:41 pm

    Da quanto leggo sulla stampa internazionale, invece, pare che, la notizia-scandalo di casa nostra, non abbia fatto tanto scalpore. Però, immagino già i miei amici europei commentare con un sospiro di sollievo la questione del papa alla Sapienza.

    Al contrario, da due giorni in i media italiani non parlano d’altro. Però secondo me è un fatto importante quello a cui stiamo assistendo soprattutto in termini di emancipazione dalla Chiesa.

    Certamente l’invito al papa non era opportuno, certamente la reazione dei nostri politici ha dimostrato il forte peso della Chiesa negli affari pubblici italiani, certamente coloro che ricercano uno stato laico devono accettare il dialogo.

    Però, il punto importante secondo me è il fatto che la società, o meglio una parte autorevole di essa, ha lanciato un messaggio chiaro al Papa che va a favore della costruzione di uno stato laico quale non è ancora l’Italia.

    Il mio disappunto è per la sfera politica che tenta di riparare al “danno” di una società che se lasciata libera di camminare con le proprie gambe non è più disposta ad avallare lo sporco gioco dei poltici.

  • alebotta // Gennaio 16, 2008 a 1:51 pm

    eri, macche’ societa’ che si ribella al giogo del vaticano.

    si tratta di una elite culturale (i professori) e di una minoranza troppo ideologizzata (gli studenti) che si sono fatti gabbare in maniera strumentale dall’opportunismo del vaticano, che in questa occasione ha dimostrato di capirci molto di diplomazia e di comunicazione.

    magari ci fosse davvero in italia un sano, democratico e civile movimento di massa per la laicizzazione dello stato: il problema e’ che, semplicemente, non c’e', e quindi lasciamo la difesa della nostra civitas a atei devoti o peggio a anticlericali grossolani come quelli che vanno in cronaca tra legge 194 e NO VAT.

    e se fermi l’uomo della strada, peccatore come tutti gli altri e magari anche ateo, vedrai che sta dalla parte del papa: ecco perche’ poi si arriva agli eccessi.

  • spicchiodiluna // Gennaio 16, 2008 a 2:01 pm

    Però bello mio, sono le élites a guidare il movimento di massa. Soprattutto laddove si tratta di educazione civica che manca all’uomo della strada cresciuto con l’ora di religione obbligatoria alla scuola pubblica e il corso pre-matrimoniale alla parrocchia.

    Ripeto che secondo me sarebbe stata una buona occasione per avviare un dibattito sano e costruttivo. Il problema, ripeto, è il fatto che i politici hanno deviato il discorso con la complicità di molti giornalisti, opinionisti e quant’altro.
    abbasso i politici e abbasso i media italiani.

  • alebotta // Gennaio 16, 2008 a 2:06 pm

    > abbasso i politici e abbasso i media italiani.

    su abbasso i media ci sto.

    su abbasso i politici, occhio al qualunquismo.

    il punto e’: quando arriva il nostro zapatero o il nostro obama?

  • spicchiodiluna // Gennaio 16, 2008 a 2:20 pm

    No caro non è qualunquismo. Semmai il tuo. Un sistema democratico assai consolidato non dovrebbe avere necessariamente bisogno di un leader carismatico e determinato. Il sistema in sé dovrebbe essere permeato di quello spirito civico e laico che funziona a prescindere.

  • statolaico // Gennaio 16, 2008 a 4:43 pm

    Sono daccordo con l’intervento di PensieroLibero e con quelli spicchiodiluna. Inoltre il papa, che si proclama detentore di una verità assoluta e di un’infallibilità a priori, ha deciso unilateralmente di non andare. Nessuno ha vietato niente a nessuno, semplicemente qualcuno avrebbe voluto dopo il discorso papale avere l’opportunità di porre delle domande, domande che -a quanto pare- devono essere sgradite agli occhi di chi preferisce solo asserire senza contraddittorio.

  • PensieroLiberale // Gennaio 16, 2008 a 5:03 pm

    Ragazzi.
    Il Papa è abituato che quando parla in Vaticano ha l’unanimità dei consensi.
    Alla Sapienza avrebbe avuto soltanto il 70% dei consensi.
    Va capito il suo dramma umano. :-)
    Tuttavia anche dal mondo accademico si pretenderebbe un certo decoro.
    La polemica e i metodi mi lasciano veramente basito.
    Cmq bisogna prendere attto del fatto che se il Pontefice avesse partecipato, la polemuica sarebbe morta in quel preciso momento.

  • giambattista salis // Gennaio 16, 2008 a 5:27 pm

    La contestata visita del Papa a “La Sapienza”?
    Ma anche Mastella che si dimette per l’arresto della moglie?
    E dove mettiamo la paura del Referendum ammesso dalla Consulta?

    Aria di tempesta nel nostro paese.
    Paura?
    Un pò, perchè negarlo.
    Non per la tempesta in sè, sia ben chiaro.

    Per gli uomini.
    Che la preannunciano.
    La annunciano.
    La santificano.
    Ne fanno posizione di rendita.
    Ci sguazzano.
    E ne creano altre, ad arte pronte e ri-devastare chi non sta con loro.

    Noi speriamo che ce la caviamo.
    A presto, GB

  • doc.leo // Gennaio 16, 2008 a 9:19 pm

    La padrona di casa, in stile Biscardi, mi invita a replicare al dibattito e io (ma solo per stavolta) accetto, sbrodolandomi un bel po’ di parole. Ecco quello che ho da dire, sperando di non essermi dimenticato nulla.
    Prima di tutto, non credo che questa storia, come pensa qualcuno come Ezio Mauro, Luca Sofri e diversi dei commentatori qua sopra, abbia segnato una grande vittoria mediatica del papa. Se di vittoria si puo’ parlare, e’ perche’ una delle due parti (ma perche’ ci devono poi essere due parti? Mah… ;) ha clamorosamente perso a tavolino. Guardate, anche se non fossi cattolico praticante, sarei scandalizzato comunque nel vedere contestata una persona che viene a dirti le sue idee (nei modi consentiti di un civile dibattito intellettuale). Prima lascialo parlare, poi semmai contesta cio’ che dice.
    Infatti, caro Pensiero Libero, contestare qualcuno e’ lecito, ci mancherebbe. Se tu pero’ mi dici, io voglio contestare qualcuno ancora prima che apra bocca per le sue idee religiose, per i suoi gusti sessuali, per il colore della sua pelle, per quanto mi riguarda puoi farlo (o almeno purtroppo non ho strumenti per impedirtelo). Solo, ci tengo a informarti che questo si chiama razzismo. Non vedo molta differenza, ad esempio, con i buu allo stadio rivolti ai giocatori di colore.
    Mascherare la faccenda con “e’ un mio diritto contestarti, e’ un tuo diritto non venire” qualcuno potrebbe rigirarla e dire in un’altra circostanza: “e’ un mio diritto non servire quelli come te nel mio locale, e’ un tuo diritto non venire”. Qual e’ la differenza scusa?
    E poi, le due regolette stra-abusate in questi frangenti le conosciamo tutti, no? Sai, la-mia-liberta’-comincia-dove… e non-sono-d’accordo-con-te-ma… Si sentono a qualunque assemblea di istituto. Pero’ qualcuno non ha ancora imparato la lezione, tanto meno i nostri professori universitari (di una delle universita’ piu’ prestigiose, figuriamoci le altre… ;) che si mostrano molto politicizzati e molto poco scienziati (ma pensa che strano, nei concorsi universitari a cui ho partecipato questa cosa non l’avevo mai notata…).
    Chi altri? Ah, statolaico… tu evidentemente non noti la palese contraddizione tra il tuo punto di vista espresso qui e la didascalia del tuo stesso blog, pazienza. Non mi addentrero’ in altre discussioni con te, solo programma meglio il tuo generatore casuale di spam anticlericale che ha scritto diverse cose imprecise (ad esempio, l’infallibilita’ del papa e’ un po’ diversa da come c’e’ scritto nel tuo post). E guarda, pur sforzandomi, faccio fatica a condividere la tua cronaca secondo cui ci sarebbero state poche garbate domande a cui quel cattivone del papa non ha voluto rispondere perche’ non abituato al contraddittorio. Se tu ci credi buon per te, pero’ non fare la parte di quello che non crede alle verita’ rivelate, perche’ questa tanto oggettiva non e’.
    Alla fine, almeno qualcuno (Nibelungo e chi con lui concorda, anche se poi magari cambia idea qualche post dopo) riconosce che una parte si e’ comportata un po’ male. Ma questo dovrebbe essere secondo me il comportamento normale di un individuo intellettualmente onesto. Dicevano i latini “excusatio non petita, culpa manifesta”. A Vibo Valentia, leggevo su un editoriale, veniva mandato un ordine di servizio ai medici di guardia dicendo qualcosa tipo “state al lavoro anche se non avete pazienti” (”ma in un ospedale normale c’e’ bisogno di dirlo?”, concludeva l’editorialista). A me questi comunicati fanno lo stesso effetto che quelli dei NO-VAT: “Il papa poteva venire, tanto non gli avremmo fatto del male”. Ah, c’e’ bisogno di dirlo?
    Alla fine, pare che la Binetti si sia sbagliata sullo Spirito Santo che ha bocciato la legge cosiddetta anti-discriminazione. Se lo Spirito Santo interviene a modificare codicilli delle leggi, questa era la volta che doveva stare buono: ma come, proprio i maggiori sostenitori della legge ne avrebbero subito per primi le conseguenze. Sarebbe stato divertente, e io sono abbastanza convinto che lo Spirito Santo possiede il dono dell’ironia.
    Bene, sono anche stato fin troppo prolisso, vi lascio con una citazione alla Lucarelli (no, Ale, il giallista, non il centravanti), che penso sia utile per capire che la storia del “non gli impedisco mica di venire” non regge tanto.
    Siamo all’universita’ dell’Alabama, e’ il 11 giugno 1963… (per chi non sa di cosa sto parlando e’ ammesso googlare, ma con un po’ di senso di colpa). Anche li’, siamo in un’universita’, anche li’ non viene mica ufficialmente negato l’accesso a nessuno, solo si protesta, per far capire (e in modo anche non-violento, pensa un po’ ;) che non si e’ d’accordo con il fatto che qualcuno voglia entrare in quel luogo, dove si studia, lo dice la parola stessa, il sapere “universale”. Capita cosi’ che in quella circostanza venga scritta una pagina molto triste della storia accademica. E ieri siamo tornati indietro a quella data.

  • alebotta // Gennaio 16, 2008 a 10:05 pm

    a proposito di cattiva informazione: sto seguendo porta a porta.

    scandaloso.

  • PensieroLiberale // Gennaio 17, 2008 a 12:58 pm

    Leo.
    Stavo scherzando.
    Del resto la penso come te e lo sai.
    Ti ho seguito in vari commenti su questo blog e ti ho dato sempre la mia approvazione.
    Del resto sono consapevole che questi contestatori molto probabilmente sono i familiari di quelli che invece alla Sapienza applaudirono il Papa che aveva aperto ai comunisti e invece avevano accolto Wojtila apostrofandolo come boia.
    Tuttavia mi sembra un tentativo di dividere in guelfi e ghibellini il paese.
    Alla fine tuttavia mi sa che il Papa non sia venuto per evitare l’ennesima figuraccia al traballante governo.

  • PensieroLiberale // Gennaio 17, 2008 a 12:59 pm

    C^Scusate l’italo-camerunense usato per scrivere il commento.
    Ma vado di fretta.

  • statolaico // Gennaio 19, 2008 a 8:20 pm

    a doc leo: non c’è nulla di contraddittorio in quello che ho scritto rispetto al sottotitolo del mio blog, se c’è sta solo nella tua testa. Non ho il generatore di spam anticlericale , dimmi quale usi tu per generare la tua immondinzia clericale, sarò lieto di adeguarmi. Ripassati il concetto di laicità, basta un buon dizionario e ti renderai conto del perchè l’esempio con il locale che “non presta servizio” a chi “ha il diritto di non entrare” calza quanto la zampa di un elefante in una scarpina per danza classica. Non te lo dico io il perchè, faccio come te: affermo senza argomantare. Ciao!

  • statolaico // Gennaio 19, 2008 a 8:22 pm

    Ps: perchè non “ti addentrerai in altre discussioni” con me? Quando mai hai discusso con me? E quali “altre” discussioni abbiamo mai intavolato?

  • doc.leo // Gennaio 23, 2008 a 1:10 pm

    “altre” nel senso di ulteriori…. (pensavo si capisse, magari e’ un mio termine dialettale).

    Come questa che durera’ molto poco e per quanto mi riguarda sta gia’ per finire.

    Perche’, come temevo, a risponderti uno riceve solo risposte automatiche. “Ripassati il concetto di laicita’ “, “scrivi immondizia clericale” eccetera eccetera. Se avessi voglia di perdere tempo in queste discussioni potrei farle anche con un bot. Anzi, grazie per alcuni spunti, “ripassati il concetto di laicita’” mi mancava, ho preso nota… e’ un’ottima risposta universale, ad avercela prima in mente avrei potuto ad esempio usarla prima con la cameriera del bar che mi ha raccomandato un “Cappuccino”…. ah, le solite ingerenze clericali….

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