Già la scelta del luogo non lascia ben pensare in termini di incisività sulle riforme nel paese. Mi riferisco all’ultima tappa del viaggio di Bush, in Egitto.
E il luogo è Sharm el Sheik che come gli amanti della regione sapranno, non è esattamente il posto meglio reppresentativo del paese, che arriva a contarsi (dati novembre 2006) 77 milioni di abitanti ufficiali (quindi di fatto molti di più se si contassero i bambini di terza generazione che vivono per strada o le donne delle campagne nemmeno iscritte all’anagrafe).
Ma d’altronde, gli incontri diplomatici che Bush si è organizzato nel suo viaggio all inclusive in Medio Oriente, non erano rivolti ad una maggiore comprensione della popolazione e delle condizioni economico-sociali in cui vive la gente da quelle parti. I problemi sul tavolo erano molto più scottanti e Israele ed Iran hanno dettato l’agenda politica.
Mi rincresce però questo atteggiamento. Non perché io sia così sensibile alla povera gente. Cioè lo sono ma sono anche abbastanza realista da capire quali sono le dinamiche entro cui si muove una politica estera.
Però, mi rincresce che ancora una volta la politica ottusa della Casa Bianca non vede quanto sia fattore determinante la popolazione (a parte gli ingenti finanziamenti di USAID all’Università americana locale che da modo a tutti i figli di papà del luogo, notoriamente bisognosi di educazione, di studiare a casa propria). Sulla crescita demografica e la minaccia ad Israele parlai già a suo tempo. E per quanto riguarda l’Egitto le preoccupazioni non sono minori visto che il paese vedrà raddoppiare la sua popolazione nel 2050 secondo le previsioni, proprio quando il processo di liberalizzazione economica del paese riduce all’osso il salario minimo dei poveri egiziani e il finto processo di apertura politica mette il bavaglio a chi osi parlar male del presidente Mubarak.
In Egitto la gente litiga per il pane e viene menata se protesta.. Ma Bush non si cura nemmeno della protesta che si consuma alle sue spalle in Piazza Talat Harb (per quello ci pensano i poliziotti e i loro manganelli facili) ed evita di sollevare inutili critiche. Deve riscaldare un po’ i rapporti raffreddatisi a causa della “cattiva gestione” egiziana dei confini con Gaza.
Intanto, la bomba ad orologeria egiziana scoppierà a mandato ultimato…

