Spicchio di Luna

Mal di deserto

Gennaio 20, 2008 · 2 Commenti

Frutto di 2 mesi di riprese e di 10.mila chilometri percorsi, il reportage “Mal di deserto” di Marc Innaro, in onda su RAI2, domenica 20 gennaio 2008, alle ore 18, descrive un Egitto completamente diverso dai soliti cliche’ turistici, un Egitto ancora largamente legato alle proprie ancestrali tradizioni, alla raccolta delle ulive e dei datteri, alla dura lotta quotidiana dei suoi abitanti per strappare terreno fertile alla sabbia del deserto. L’immenso territorio del Deserto occidentale egiziano nasconde i segni di antiche civilta’ preistoriche, straordinarie testimonianze di un passato incredibilmente ricco, ma e’ anche una delle regioni piu’ aride della Terra, luogo misterioso, ancora largamente inesplorato.
La spedizione del TG2 ha visitato il vasto altopiano del Gilf-el-Kebir (La Grande Barriera), al confine con Sudan e Libia, uno dei luoghi meno accessibili al mondo, totalmente sconosciuto fino al 1926, e divenuto famoso grazie all’esploratore ungherese Laszlo von Almasy. Oggi, tuttavia, il Deserto Occidentale egiziano subisce colpi durissimi a causa della crescente diffusione del turismo di massa, delle strade asfaltate e delle moderne tecniche di irrigazione con l’acqua fossile, estratta in massicce quantita’ dal suo sottosuolo. Lo sviluppo del grandioso progetto della Nuova Valle (Wadi el-Gedid) sta gradualmente, ma inesorabilmente provocando irreversibili mutamenti nelle oasi di Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga. Il trasferimento di migliaia di contadini egiziani (“fellahin”), che si sovrappongono alla popolazione locale beduina, modifica profondamente composizione sociale e stili di vita. Pesanti conseguenze anche per i delicati equilibri ecologici, idro-geoloigici, per la fauna e per gli antichi villaggi delle oasi, oggi sempre piu’ assediati da anonime periferie in mattoni e cemento armato.
Una volta crocevia delle rotte carovaniere che collegavano il Mediterraneo con l’Africa Nera, oggi le oasi del deserto occidentale egiziano sono sempre di piu’ il punto di sosta e di transito per colonne di jeep, cariche di turisti in cerca di avventura, e di lunghe teorie di autocarri di frutta e verdura, diretti ai mercati del Cairo.

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World Economic Forum

Gennaio 20, 2008 · 2 Commenti

Manca solamente un giorno, ma se qualcuno avesse voglia di dare il proprio contributo al Forum Economico Mondiale che ogni anno si tiene a Davos, e dove si tenta di migliorare il mondo in cui viviamo (!!!) quest’anno può: grazie a YouTube:

http://www.youtube.com/davosit

 

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A caccia di attenzioni?

Gennaio 20, 2008 · Lascia un Commento

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla necessità di un personaggio di imporsi come leader carismatico ammaliatore di folle per imporsi sulle politiche mediorientali …beh, Hasan Nasrallah, leader del Partito di Dio (Hezbollah), ci ha dato la conferma con un suo discorso dalle parole crude e sconvolgenti. Intanto, mette in guardia poiché afferma che “Se Israele dovesse compiere una nuova aggressione ai nostri danni, promettiamo una rappresaglia in una guerra che modificherà l’intera mappa della regione“.
Poi prosegue, e qui arriva il passaggio più eclatante, dicendo che è in posssesso di teste, piedi, mani e perfino cadaveri ancora interi di soldati israeliani. Altre parole d’effetto per catturare l’attenzione dell’opionione pubblica internazionale non ne ha trovate?
Per giunta questa dichiarazioni arrivano proprio in un giorno di festa poichè i musulmani shiiti commemoravano la Ashura*.
Era dal settembre 2006 che Nasrallah non usciva in pubblico, cioè dopo che gli Hezbollah avevano proclamato la loro vittoria sulla guerra contro Israele. E l’ha fatto in grande stile: stadio, bodiguards, folla, occasione religiosa, periferia sud di Beirut (roccaforte del movimento sciita).
In realtà questa sua uscita arriva poiché Israele vorrebbe sapere che fine hanno fatto i due militari catturati nel luglio 2006, chiesto tra l’altro dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite che ha messo fine al conflitto.
* l’Ashura è una festa religiosa islamica che, per i musulmani sciiti, ricorda il martirio di Hussein, terzo imam sciita che pare essere stato decapitato.

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