Spicchio di Luna

Non solo Lolita per capire l’Iran

Gennaio 22, 2008 · 1 Commento

Questa settimana intervista dai contenuti piuttosto corposi ma ne è valsa la pena. Davvero ricca di informazioni e di spunti critici…E’ stato Marc, esperto di Iran, a rispondere questa volta ai miei quesiti. Nonostante i suoi impegni professionali (molto più importanti!!!) è riuscito a trovare un po’ di tempo per noi!
1) Partiamo dall’attuale presidente. Fin dalla campagna elettorale si è presentato un uomo carismatico dai tratti populisti riuscendo poi a vincere le elezioni nel 2005. Chi è?
Iniziamo coll’elezione dell’attuale presidente iraniano. Secondo meAhmadinejad si è imposto nel 2005 non tanto per il suo “populismo”, ma per ragioni molto più complesse. Ne citerò tre. Innanzitutto c’era l’innegabile mobilitazione delle reti diciamo “rivoluzionarie” in suo favore. Ahmadinejad infatti non è un conservatore classico: non faparte del clero ed è un presidente abbastanza giovane. Mentre era uno studente rivoluzionario 30 anni fa, oggi è legato alle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran). Quest’ultimi hanno mobilitato enormemente perla sua campagna. I Pasdaran son stati concepiti dopo la rivoluzione come una forza parallela all’esercito (considerato poco affidabile da Khomeini). Nel periodo post-rivoluzionario i Pasdaran son spesso stati l’avanguardia del regime. Non solo arruolavano tantissimi giovani, spesso di origini modesti, per la guerra contro l’invasore iracheno, ma garantivano anche la moralità islamica nelle strade. Poi, dopo la morte di Khomeini e dal 1989 in poi tutta una generazione di giovani revoluzionari si è sentita pian piano scartata: prima con le liberalizzazioni economiche di Rafsanjani, poi con le prove di liberalizzazione politica sotto Khatami. Nonostante il potere enorme dei Pasdaran nell’Iran di oggi, devono lottare per mantenerlo. La lotta intorno al nuovo aeroporto internazionale di Teheran ne è un esempio. I controlli e la sicurezza (quindi anche tutto il commercio aereo) nel vecchio aeroporto (Mehrabad) erano nelle mani dei Pasdaran. Se l’apertura del nuovo aeroporto è stato posticipato cosi spesso è appunto perché i Pasdaran hanno dovuto lottare per ottenerci gli stessi diritti. E solo un esempio, ma il loro sostegno a Ahmadinejad, “uno dei loro”, si deve vedere nel quadro di una lotta interna per il potere. Un secondo motivo per l’elezione di Ahmadinejad era la sua campagna personale. Prometteva da un lato di “mettere sul tavolo degliIraniani il reddito petrolifico”, d’altro lato diceva di fregarsene di come la gente andava vestita. Questo discorso era attraente per tanti iraniani che vivono una vita modestà, mentre non antagonizzava quelli aspirando a più libertà. Un terzo motivo, mi sembra, era il fatto che il suo rivale, Rafsanjani, forse l’uomo più potente in Iran attualmente, è stato percepito come l’alternativa della corruzione edei richissimi. Tanta gente ha allora preferito il più modestoAhmadinejad.
2)Oggi gode ancora di popolarità nel paese? Spesso e volentieri la stampa internazionale parla dell’Iran nei suoi impegni di politica estera mentre si conosce poco del fronte interno? Quali sono i suoi cavalli di battaglia in politica interna per mantenere il consenso?
Domanda difficile. Se tifacessi la stessa domanda su Prodi che mi diresti? Mi risponderesti: sì c’è della gente che ancora gli vuole bene, poi altri che hanno le loro critiche ed altri ancora che lo odiano. In Iran per Ahmadinejad è uguale. Le classe occidentalizzate del nord di Tehran o altrove, fanno parte dell’ultima categoria, ma sono solo loro l’Iran. Certamente in generale tanta gente è stata delusa, perche anche se Ahmadinejad ha provato ad aumentare l’intervento statale nell’economia, il reddito del petrolio non si trova ancora sul tavolo degli Iraniani. Poi, i prezzi dell’immobiliare sono spesso raddoppiati e la benzina è stata razionata. Cose in grado di affondare la popolarità di chiunque. Razionare la benzina non era in sé una cattiva idea secondo me, perché l’Iran deve effettivamente risolvere la sua questione energetica.
Causa di una consommazione interna troppo alta e di una mancanza diraffinaderie sufficientemente potenti, l’Iran, pur esportatore di grezzo, deve oggi importare la benzina. Considerando anche la possibilità di sanzioni internazionali Ahmadinejad ha pensato che
limitando la consommazione interna e diversificandola (tante macchine in Iran utilizzano anche il gas come combustibile), l’Iran potrebbe limitare l’effetto di tali sanzioni. Poi si era anche pensato di cancellare il razionamento e di invece aumentare il prezzo della
benzina, che in Iran costa poco causa i sussidi statali. Ma anche se c’era una certa razionalità in questa decisione, gli Iraniani non l’hanno gradita. Poi è comprensibile che se oggi uno deve far la coda per la benzina (perché razionata) e deve pur far la coda per il gas
(perche non ci son abb distributori), perda un po’ la fiducia nel presidente. Inoltre, nel frattempo i suoi opponenti nel regime hanno fortificato le loro posizioni (oggi per esempio Rafsanjani è presidente di due consigli fondamentali del regime). Cmq, aldilà delle speculazioni, fra un mese ci saranno le elezioni parlamentari e vedremo quali frazioni faranno più o meno bene.
3) Come si percepisce oggi nelle strade il ruolo della religione in Iran?
Iniziamo coll’attuale presidente: contrariamente a quello che aveva promesso, i controlli su come la gente si veste son chiaramente stati aumentati, più polizia per vedere se la donna è vestita secondo le regole dell’islam o no; ma anche per interpellare ragazzi con capelli lunghi (tipo rock), ecc. Bisogna dire però che questo nei primi anni della sua presidenza non era il caso, Ahmadinejad aveva anche fatto delle proposte più “progressiste”, come permettere alle donne di assistere alle partite di calcio maschile. Oggi però la situazione è innegabilmente cambiata. Ma la necessità di questi controlli rivela un’aspetto interessante delle società iraniana. Nelle strade vedi delle donne in tchador nero, ma anche quelle con un velo piccolo (il velo è obbligatorio) che mostra i loro capelli colorati o la loro pettinatura alla Shakira, a Teheran spesso in combinazione con un cappotto non troppo largo, dei jeans e degli stivali molto sexy. Fra questi due estremi ci sono tante varietà di veli, di vestiti ecc…Anche nelle opinioni si ritrova questa varietà: certi odiano gli arabi perché hanno imposto sta religione, altri invece si tengono strettamente alle regole coraniche. C’è quindi una certa libertà di scelta a quel livello, anche se è chiaro che quelli che si vestono in
modo troppo occidentale o “eccitante” possono anche rischiare qualche giorno di prigione. Ma nonostante questo il governo non riesce ad uniformizzare la società. Non pensiamo però che tutte le donne si sentono “oppresse”, ne ho anche incontrate un bel pò che erano
d’accordo colle regole imposte dal governo islamico e non oserei dire che è una minoranza oggi. D’altronde la questione femminile va considerata al-di-là del velo imposto. Se nel 1976 sotto lo shah il livello di analfabetismo era di 65% per le bambine, nel 1996 era stato
ridotto a 25,5%. Oggi ci sono donne in parlamento, una donna vice-presidente, donne che lavorano come poliziotti. Le donne formano anche la maggioranza nelle università. In questo senso, quando uno considera l’Iran e la religione bisogna tener sempre ben presente l’enorme diversità di questo paese. Un’altro esempio: recentemente l’Iran ha commemorato Ashura, importante festa religiosa sciita. C’erano i credenti nei piccoli villaggi che si frustravano a sangue, c’erano quelli delle grandi città che si frustravano più
simbolicamente mentre danzavano ritmicamente e c’erano tanti giovaniche giravano intorno alle processioni per guardare altri/e ragazzi/e e magari provarci un po’. Se uno vuole capire l’Iran bisogna quindi innanzitutto accettare questa diversità di idee, convinzioni ed aspirazioni.
4) E’ facile per uno studioso di Iran raccogliere notizie, informazioni che siano obiettive, sul paese? Quali difficoltà hai incontrato?
Per uno studioso in Iran raccogliere informazioni non è impossibile ma dipende moltissimo da quello che ti interessa. Ricerche sulla storia dell’Iran, sull’archeologia, la ricca letteratura persiana, la poesia, l’architettura o anche sul ruolo della religione nella società vengono considerati come molto interessanti. Conosco un cittadino americano che ha appena finito una tesi qui all’università d’Isfahan ul ruolo del bazar nella società attuale. Ovviamente ci sono anche ei limiti alla ricerca qui come altrove. Penso d’altronde che gli rgomenti sensibili siano un pò uguali in ogni paese. Personalmente on ho avuto difficoltà perché ho la fortuna di occuparmi sopratutto i politica internazionale. Poi visto che sono qui innanzitutto per mparare la lingua e per vivere la realtà iraniana contemporanea, non i devo preoccupare di raccogliere informazioni.
5) Certamente anche in Italia il libro più famoso a proposito della storia iraniana è il romanzo Leggere Lolita a Teheren. Cosa ne pensi? Quale altro libro invece suggeriresti?
Penso che “Leggere Lolita a Tehran” sia un libro interessante su certi versi, ma bisogna tener in mente che è l’opinione di una donna straprivilegiata che non ha certo vissuto la vita della donna iraniana media. Lei esprime un giudizio personale influenzato tantissimo dai suoi sentimenti… Di conseguenza il libro dà una visione abbastanza a senso unico vedendo solo le cose negative dell’Iran di oggi. Consiglierei piuttosto un libro di una professoressa iraniana di letteratura “Jasmine and Stars” col sottotitolo: “Reading More Than Lolita in Tehran“. If you liked “Reading Lolita in Tehran”, you’ll love “Jasmine and Stars”… Il libro dà un immaggine equilibrata dalla realtà quotidiana delle donne iraniane che non vivono tanto nella paura quanto nella speranza… Il libro si trova facilmente su Amazon, ma temo che non sia tradotto in italiano…Per qualcuno che vorrebbe leggere un libro in italiano sulla storia dell’Iran consiglierei il libro di Farian Sabahi, Storia dell’Iran, ultima edizione 2006, Mondadori…
A microfoni spendi, tra l’altro il nostro intervistato mi ha detto che ha visto Lolita di Nabokov liberamente in vendita in una libreria di Teheran.
Grazie Marc :-)

Categorie: Democrazia · Guerra e Pace · Interviste
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