Voci categorizzate come ‘Guerra e Pace’
Pare che lo scorso settembre sia partito un nuovo progetto, dice The Economist di questa settimana.
Il progetto si chiamerebbe Explaining Religion (vedi foto piuttosto eloquente!!!) che sarebbe il più vasto progetto mai messo in piedi con la partecipazione di 14 università e una schiera di “scienziati” di ogni disciplina: dalla psicologia all’economia. Il giornale commenta dicendo che si tratterebbe dell’ultima moda che vede oramai sempre più la scienza mettere il naso negli affari di Dio.
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Abituata a macinare qualsiasi tipo di rivista, non posso evitare di dare un’occhiata rapida al bollettino parrocchiale che periodicamente arriva a casa mia da un paese del Sud Italia di dove è originaria mia madre. Ecco, lo prendo in mano e….
rimango sconvolta alla visione di un articolo che mi sembra una chiara intenzione da parte della chiesa o chi per lei di diffondere un’informazione deviata o meglio, mirata ad fomentare taluni pregiudizi che non possono che alimentare ulteriormente un comportamento poco tollerante. Sarò breve: l’autore dell’articolo riporta un’intervista realizzata da Edoardo Castagna a Arrigo Petacco, storico, pubblicata nell’ottobre scorso, che parla dell’incontro/scontro fra cristianesmo e islam ed in particolare del ruolo dell’Europa nel respingere la violenta islamizzazione.
Già la scelta di riportare un articolo di un tale spessore su un bollettino destinato ad un comune di poche migliaia di abitanti della campagna meridionale del nostro paese mi desta qualche sospetto. Ma, lì per lì penso che sia solo la mia visione eccessivamente critica a tratti cospirazionista a prendere il sopravvento. Poi però l’articolo continua con una breve presentazione dello spaccato quotidiano dove il mussulmano (tra l’altro l’autore dovrebbe imparare che non è proprio corretta la doppia s) viene contrapposto al cristiano in chiave conflittuale del tipo “la visione della famiglia è diversa e spesso contraria” oppure “non c’è reciprocità fra mondo musulmano e mondo libero e democratico”. Ecco, tali affermazioni sono alquanto difficili da comprendere anche solo per uno che ci studia tutti i giorni e, peraltro gli stessi esperti ne fanno un oggetto di discussioni interminabili. Quindi, a mio parere, propinarle in maniera così decontestualizzata e senza strumento critico di lettura ad un pubblico variegato come possono essere gli abitanti, per lo più anziani e distanti da certi argomenti come possono essere i cittadini di un piccolo paese di provincia mi sembra una evidente manipolazione di menti. Ma forse esagero io.
Concludo banalizzando. A questo articolo ne segue un altro dal titolo “guardiamo la donna con gli occhi di cristo” in cui si esalta lo sguardo, diciamo platonico (sto un po’ semplificando). Però bisogna per forza chiamare in causa cristo quando si tratta di guardare una donna, dico io? Poi mi ricordo che si tratta di un bollettino parrocchiale Però non mi basta. Cioè, che significa, lo sguardo passionale, quello del desiderio fisico, che ti spoglia con gli occhi, è peccato? Ops, forse sto esagerando, ma quando sono inviperita divento anche un po’ provocatoria.
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In India si festaggia coi colori l’arrivo della privamera….mmm
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Il Tibet, la regione a prevalenza buddista, conosciuta come “il tetto del mondo”, è governata come una regione autonoma dalla Cina.
Pechino è convinta della sua sovranità secolare sulla regione dell’Himalaya. Tuttavia, la fedeltà di molti tibetani è riservata alla guida espirituale in esilio, il Dalai Lama, visto dai suoi seguaci come un dio vivente e dalla Cina come una minaccia separatista.
In questi giorni sono scoppiati gli scontri con le forze speciali cinesi “a causa” delle proteste dei monaci i quali, peraltro, hanno già dichiarato di andare avanti, nononstante si contino già centinaia di morti.
Ma, se non ricordo male ho letto qualche giorno fa che la Cina era stata depennata dalla lista nera di quei paesi che violano gravemente i diritti umani…. La comunità internazionale avrebbe un’altra occasione per riscattarsi….biocottare i giochi olimpici? Anche si, grazie! Ma Javier Solana ha già annunciato con una certa determinazione che a Pechino lui ci sarà.
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